Dopo quasi 30 anni di attività, il Discovery uscirà quindi per la 44esima volta e verrà utilizzato per portare materiali alla ISS, la Stazione Spaziale Internazionale, alla quale consegnerà tra l'altro anche un robot dalle fattezze umanoidi per fare da assistente all'equipaggio di stanza alla piattaforma orbitale, nonostante il suo carico principale sarà costituito dal PLM (Permanent Logistics Module) "Leonardo". La sua missione però sarà solo la 39esima, dato che in effetti, a causa di problemi tecnici, è uscito più volte di quanti effettivamente siano stati i suoi viaggi.
Ma il Discovery non abbandonerà i viaggi spaziali da solo, la NASA infatti ritirerà assieme ad esso anche le sue navi gemelle, l'Atlantis e l'Endeavour.
Due sono i voli previsti prima della chiusura definitiva del programma space shuttle, uno a novembre, quello del Discovery, e l'altro a febbraio, che vedrà invece l'addio dell'Endeavour. Sebbene in genere i rollout non siano eventi molto pubblicizzati, in quanto facenti parte delle normali operazioni pre-lancio, questa volta la NASA vi ha dedicato qualche momento in più, proprio per dare il permesso alle migliaia di persone che hanno lavorato agli space shuttle durante gli ultimi 30 anni di salutare il frutto dei propri sforzi, in attesa dell'inizio di una nuova era spaziale, fatta di mezzi più moderni e di obiettivi più ambiziosi, primo tra tutti quello di portare finalmente l'uomo ad esplorare il suo primo pianeta extra-terrestre: Marte.

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