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martedì 21 dicembre 2010

Geologi scoprono causa della grande gelata del 536 d.c

Roma, 21 dic. (Apcom) - Attorno al 536 dopo Cristo una misteriosa nube oscurò i cieli della Terra per diversi anni, causando siccità, carestie ed epidemie. Adesso gli scienziati credono di aver individuato la causa di quella che da molti è considerata la più grave catastrofe naturale del millennio scorso, con un raffreddamento delle temperature improvviso di tre gradi. Uno studio presentato da un gruppo di ricercatori al convegno dell’American Geophysycal Union (Agu) di San Francisco avrebbe rivenuto le tracce dell’impatto, violentissimo, di due meteoriti, scrive oggi il settimanale Der Spiegel sul suo sito online. I calcoli effettuati in precedenza stabilivano che a causare un raffreddamento del clima di quella portata era necessaria un’enorme nuvola di polveri generata dall’impatto di un meteorite dal diametro minimo di 300 metri, che finora non era mai stato individuato sulla superficie terrestre. I ricercatori hanno individuato un cratere, di 600 metri di diametro, sui fondali marini davanti alla costa australiana del Golfo di Carpentaria. Il secondo nei ghiacci della Groenlandia: le analisi di datazione delle particelle di meteorite confermano la teoria, indicando nel 539 dopo Cristo il momento dell’impatto.

giovedì 18 novembre 2010

Cambiamenti climatici

Roma, 18 nov. (Apcom) - I cambiamenti climatici? Non sono solo una piaga dei nostri giorni. I ricercatori dell’Università di Utrecth hanno individuato tracce degli effetti del riscaldamento globale risalenti a 40 milioni di anni fa. Oggetto dello studio apparso su Science sono state alcune specie di alghe marine, i cui scambi organici con l’atmosfera hanno permesso al team di studiare l’effettiva presenza di anidride carbonica nell’atmosfera durante l’Eocene. La ricerca, che ha visto la collaborazione anche del Royal Netherlands Institute for Sea Research dell’Università di Southampton, ha permesso di stabilire che i livelli di anidride carbonica sono più che raddoppiati nel corso di 400mila anni e che questa ha comportato un aumento delle temperature stimabile tra i 4 e 6 gradi. Le cause? Incerte, per ora. Movimenti tettonici e la nascita dei giganti himalayani i principali indiziati. "I dati del passato geologico della Terra ci permettono di capire cosa accadrà in futuro agli uomini", spiega uno dei ricercatori, Steve Bohaty.


sabato 6 novembre 2010

Vulcano Merapi: Possibili effetti climatici

5 Nov 10 - "Un serbatoio di magma senza precedenti, si nasconde sotto il vulcano Merapi", dice Birger Luhr, un vulcanologo ricercatore presso GFZ (GeoForschungsZentrum) a Potsdam, in Germania.
"Una stima approssimativa indica che vi è tre volte magma più di quello che è stato espulso dal vulcano Tambora in Indonesia nel 1815 - la più grande eruzione degli ultimi 10.000 anni, che ha portato ad un raffreddamento del clima a livello globale.
Temo che una tale eruzione potrebbe innescare una prossima era glaciale.
L'eruzione del Tambora causò "L'anno senza estate" del 1816, quando nevicava tutti i mesi dell'anno in Vermont. Gli agricoltori lo chiamarono "ore 18 e congelato a morte».

Anche se gli scienziati non sanno cosa fare di questa grande quantità di magma, Der Speigel riporta che i geologi prevedono una potenziale grande eruzione.
'Noi possiamo solo ipotizzare cosa farà il vulcano', dice Birger Luhr. "Merapi è difficilmente prevedibile"

venerdì 5 novembre 2010

Ecco una cometa come non si era mai vista

Un incontro ravvicinato avvenuto a circa 15 milioni di chilometri dalla Terra. La sonda della Nasa Deep Impact, grande come un'automobile, non ha mancato l'appuntamento con la cometa Hartley 2, accostandosi alla distanza minima consentita di 700 chilometri dal nucleo di roccia e ghiaccio e riuscendo a inviare a Terra e sugli schermi dei computer del Jet Propulsion laboratori (Jpl) della Nasa, dove si trova il centro di controllo della missione Epoxi.

«CI MANCA IL RESPIRO» - I tecnici hanno lavorato fin dalle prime ore della giornata per verificare che la sonda Deep Impact fosse nella posizione corretta per avvicinarsi alla cometa. Il pericolo da evitare erano i frammenti di ghiaccio che circondano come una nube il nucleo roccioso della cometa. Pochi minuti dopo aver raggiunto la distanza voluta (700 chilometri dal nucleo), la sonda ha puntato verso la Terra la sua antenna. A quel punto è cominciata una fase di controllo dei dati relativi alla sonda stessa e alle sue buone condizioni di salute. A verifiche avvenute, la Deep Impact ha cominciato a inviare a Terra i primi scatti della cometa, che ha curiosamente la forma di una nocciolina americana. Il suo nucleo appare irregolare e così bianco da essere brillante. «Ci manca il respiro al solo pensiero delle scoperte che ci aspettano», ha detto il coordinatore della missione Epoxi, Michael ÀHearn, dell'Università del Maryland.

GLI ALTRI INCONTRI RAVVICINATI - Quello tra la Deep Impact e Hartley 2 è stato il quintop incontro ravvicinato tra un veicolo spaziale e una cometa. La prima cometa ad essere avvicinata da una sonda spaziale è stata quella di Halley, che nel 1986 ha incontrato la sonda Giotto, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Nel 1999 è stata la volta della Wild 2, la cui polvere è stata catturata e portata sulla Terra dalla sonda della Nasa Stardust. La cometa 19P/Borrelly è stata avvicinata nel 2001 dalla sonda americana Deep Space. Infine la cometa Tempel 1 è stata avvicinata nel 2005 dalla piccola Deep Impact, che le ha scagliato contro un «proiettile» per studiare i detriti del nucleo.


mercoledì 3 novembre 2010

Temporale in corso ad Ardore

Violento acquazzone in corso ad Ardore dalle ore 19:04. In 15 minuti caduti quasi 20 mm di pioggia.

lunedì 1 novembre 2010

Fotografata la galassia più lontana

È un minuscolo punto di luce ma nasconde la galassia più lontana mai fotografata. L’impresa è riuscita al telescopio spaziale Hubble ed è stata confermata dagli astronomi europei che lavorano con il Very Large Telescope in Cile. La sua luce è così lontana che ha impiegato 13 miliardi di anni per arrivare sino a noi viaggiando alla velocità di 300 mila chilometri al secondo. Quando si formò l’universo aveva appena compiuto 600 milioni di anni dal Big Bang iniziale.
La sua taglia è piccola rispetto alla nostra Via Lattea, che ha un diametro di 100 mila anni luce e ai cui confini noi abitiamo. Quindi contenendo un numero di stelle minore (da un decimo a un centesimo) è poco luminosa e questa è la ragione per cui appare debole ed è stato arduo riprenderla anche per un potente telescopio come Hubble. Però quella poca luce intercettata ci racconta un capitolo importante dell’universo quando ancora era giovanissimo. Classificata UDFy-38135539, il telescopio spaziale della Nasa l’aveva intercettata con la sua Wide Field Camera-3 l’anno scorso impiegando ben 48 ore di esposizione per catturare il suo bagliore. Subito gli astronomi dello Space Telescope Science Institute di Baltimora si resero conto che doveva trattarsi di una galassia molto lontana, ma occorrevano altre misure per stabilire quanto remota fosse. Ora con il VLT sul monte Paranal nel deserto di Atacama sono riusciti nell’impresa precisando la sua distanza, appunto, in 13 miliardi di anni luce.
Allora l’universo non era molto trasparente e imponenti nubi di idrogeno creavano una fitta nebbia che impediva alla luce di viaggiare indisturbata. Tuttavia i raggi della piccola galassia primordiale dovevano essere così intensi da penetrare la nebbia al contrario di quelli di altre galassie più grandi ma più deboli. «Le foto di Hubble e di VLT», commenta Malcom Bremer della Bristol University e co-autore dell’articolo pubblicato su Natureche racconta la scoperta, «ci aiutano a capire come le isole stellari si formavano e crescevano. Quindi indagheremo altri candidati celesti simili è così amplieremo il panorama dello nostre origini».


La Nasa bombarda la Luna e trova argento e acqua

Dopo il bombardamento - effettuato dalla Nasa sul suolo lunare attraverso la sonda Lcross - è stata analizzata la colonna di detriti e vapore d'acqua sollevata. Nella zona esaminata sono presenti acqua e argento, oltre a zolfo, anidride carbonica, idrogeno, calcio, magnesio e mercurio. Secondo l'agenzia spaziale americana ci sarebbero le condizioni per uno stanziamento degli astronauti per condurre studi più approfonditi.


venerdì 29 ottobre 2010

Miliardi di pianeti simili alla Terra.

Circa una ogni quattro tra le stelle simili al nostro sole potrebbero avere pianeti delle dimensioni paragonabili alla nostra Terra. E' questa la conclusione di un nuovo studio finanziato da NASA e dall'University of California.
Si tratta del più esteso "censimento" planetario nel suo genere, cinque anni di studio nel W.M. Keck Observatory alle Hawaii, durante i quali gli astronomi hanno cercato in 166 stelle "vicine" a noi (e simili per dimensione al nostro sole) la presenza di sistemi planetari.
Le dimensioni degli esopianeti trovati vanno da 3 a 1000 volte la massa della Terra, ma i risultati mostrano che i pianeti più piccoli sono in netta maggioranza (cosa questa facilmente generalizzabile all'intera Galassia).

Le parole di Andrew Howard dell'University of California, capo autore dello studio che tra l'altro è pubblicato nel numero odierno della rivista Science: "Abbiamo studiato pianeti di molte dimensioni differenti, - un po’ come contare massi, pietre e ciottoli in un canyon - ed abbiamo trovato più rocce di massi e più ciottoli che rocce. La nostra tecnologia a terra non può vedere i granelli di sabbia (cioè i pianeti aventi massa simile a quella della Terra) però possiamo stimarne il numero".

La ricerca fornisce un indizio molto allettante che va nella direzione che i pianeti potenzialmente abitabili possano essere tutt'altro che una rarità, anzi piuttosto una cosa abbastanza comune.

Lo studio si è esteso per un raggio di 80 anni luce da noi ed ha interessato solamente i pianeti che orbitano vicino alle loro stelle entro 0,25 AU (Astronomical Unit, o Unità Astronomica, la distanza media Terra-Sole pari a 149.597.870,691 Km), in quella che viene definita "Hot Zone" di una stella.

Delle stelle osservate solamente l'1,6% hanno pianeti giganti (tipo Saturno, Giove), circa il 6,5% hanno pianeti di massa tra 10 e 30 volte la massa della Terra (tipo Nettuno ed Urano) e l'11,8% hanno pianeti definiti "Super-Terra", tra 3 e 10 volte la massa del nostro Pianeta.
Da questi dati gli astronomi hanno estrapolato che circa il 23% delle stelle simili al nostro Sole nella nostra Galassia "ospitano" pianeti più piccoli, le cui dimensioni sono simili alla nostra Terra (sempre orbitanti nella loro "hot zone").

Le parole di Geoff Marcy (University of California): "Questo risultato statistico è il frutto di anni di lavoro nella ricerca di esopianeti. I dati ci dicono che la nostra Galassia, con i suoi circa 200 miliardi di stelle, ha almeno [io userei il condizionale] 46 miliardi di pianeti aventi massa simile alla Terra, senza contare quelli che orbitano più lontano dalla loro stella".
 

mercoledì 27 ottobre 2010

Rifiuti nello spazio, l'Iss costretta a cambiare orbita per evitare la collisione

Per la seconda volta quest’anno la stazione spaziale internazionale Iss (International Space Station) è stata costretta a uno spostamento sull’orbita in cui vola a 400 chilometri d’altezza per evitare la collisione con un rottame spaziale. La manovra è stata effettuata lunedì alle 12.25 ora italiana come ha comunicato il centro di controllo russo di Kaliningrad, vicino a Mosca. Lo spazio intorno alla Terra è percorso, soprattutto a orbite abbastanza basse, da micro meteoriti e spazzatura spaziale con pezzi di taglio diverso che vanno da particelle microscopiche a elementi di svariati metri, tutti fuori controllo. Quando hanno costruito la stazione Iss hanno quindi provveduto a dotare le parti abitate di schermi protettivi capaci di frenare le particelle più piccole non superiori al centimetro e a prevedere statisticamente, calcolando l’affollamento e le orbite dei pezzi noti, almeno due spostamenti di posizione all’anno. Quindi l’operazione compiuta lunedì rientra nelle previsioni che purtroppo si dimostrano vere.


Tornado a Taranto

Ecco il video del tornado che ieri pomeriggio si è formato a Taranto.

martedì 26 ottobre 2010

Indonesia: inizia a eruttare il vulcano Merapi a Giava

Il vulcano Merapi a Giava è entrato in eruzione nel primo pomeriggio di martedì (ora italiana). Circa 20 mila persone sono state evacuate nelle ultime 24 ore. Il Merapi all'alba aveva iniziato a eruttare cenere dai crateri minori. «L'energia continua a crescere.
L'attivita' del vulcano, entrato in eruzione l'ultima volta nel 2006, e' aumentata nelle ultime ore drammaticamente, con getti di lava e circa 500 scosse sismiche registrate durante il fine settimana. Il Centro di Vulcanologia locale ha innalzato a rosso il livello di allerta e avvertito che l'eruzione del Merapi potrebbe essere paragonabile a quella registrata nel 1930, quando seppelli' 13 villaggi e uccise 1.400 persone.
  L'eruzione del 2006, anch'essa seguita a un terremoto, provoco' una nube di cenere incandescente e due morti. Nel 1994, le nubi incandescenti seguite a un'eruzione uccisero oltre 60 persone. Lo sgombero e' stato ordinato in un'area di dieci chilometri attorno al cratere del vulcano, che e' alto 2.914 metri. Il Merapi, che si trova 26 chilometri a sud di Yogyakarta, e' il piu' attivo dei 69 vulcani che hanno avuto eruzioni in Indonesia


lunedì 25 ottobre 2010

Fenomeni meteo intensi

MINISTERO DELLA DIFESA - SERVIZIO METEOROLOGICO

AVVISO EMESSO ALLE ORE 00.01/UTC DEL 25/10/2010
FENOMENI INTENSI ENTRO LE PROSSIME 12-18 ORE:
-SI PREVEDONO PRECIPITAZIONI ABBONDANTI, OCCASIONALMENTE
TEMPORALESCHE DI FORTE INTENSITA', SU PIEMONTE, LIGURIA, LOMBARDIA,
EMILIA-ROMAGNA, VENETO, TRENTINO-ALTO ADIGE, FRIULI-VENEZIA GIULIA E TOSCANA;
-SI PREVEDONO PRECIPITAZIONI ABBONDANTI A PREVALENTE CARATTERE TEMPORALESCO ANCHE DI FORTE INTENSITA' SU SICILIA E CAMPANIA, IN RAPIDA ESTENSIONE A CALABRIA, BASILICATA E PUGLIA E CON FENOMENI CHE RISULTERANNO PIU' INTENSI SUI SETTORI JONICI DAL POMERIGGIO.
DALLE PRIME ORE DI OGGI 25/10/2010 SI PREVEDONO VENTI FORTI:
-DA NORD-OVEST SULLA SARDEGNA E MEDIAMENTE DAI QUADRANTI SETTENTRIONALI SULLA LIGURIA;
-DA NORD-EST SU FRIULI-VENEZIA GIULIA, VENETO ED EMILIA-ROMAGNA E DA SUD-EST SU CALABRIA E PUGLIA.
MAREGGIATE SARANNO POSSIBILI LUNGO TUTTE LE COSTE ESPOSTE AL VENTO.
C.N.M.C.A.

venerdì 22 ottobre 2010

Attività solare: ciclo 24 in crisi

Nonostante la presenza di ben 5 aree attive sul sole non c’è traccia di brillamenti (flares) degni nota. Non solo, il numero di macchie prodotte complessivamente nelle ultime 24 ore si è fermato a 33 unità, vale a dire 6.6 sunspots a regione. Con una frequenza di aree attive così alta ci si aspetterebbe, a questo punto del ciclo, almeno un numero di sunspots doppio. A riprova di questo basti pensare che il flusso solare vivacchia tra 82 e 84 (anziché schizzare intorno ai 100), i venti sono deboli e il magnetismo totale è pressochè quieto. In parole povere l’attuale livello dell’attivià solare non è sufficiente ad influire sulle sorti magnetiche della Terra, che rimane esposta ad un anomalo flusso di raggi cosmici.

Non solo, la scarsa presenza di flares continua a mantenere la costante solare su livelli piuttosto bassi, vale a dire tra i 1360.9 e i 1361.2 Watt/m2. Un ultimo elemento che aggiunge dubbi sulla tenuta di questo tribolato ciclo 24 è il fatto che alcune regioni attive si trovino vicine all’equatore; normalmente ciò avviene in prossimità della fase terminale di un ciclo, non certo allo inizio! Se questi segnali dovessero proseguire ancora potremmo essere di fronte ad un ciclo debolissimo, destinato ad esaurirsi in tempi relativamente brevi! Ma come reagirebbe il clima terrestre ad un simile evento? Il futuro, forse, ce lo dirà... - 3bmeteo

giovedì 21 ottobre 2010

Sciame sismico sui monti reatini

14 scosse superiori alla magnitudo 2 nelle ultime 24 ore in provincia di Rieti.
La direzione regionale della Protezione civile del Lazio "segue con attenzione l`evolversi del fenomeno sismico che in queste ore sta colpendo il territorio della provincia di Rieti, e proseguirà nell`azione di monitoraggio pronta per qualsiasi evenienza".


Giampaolo Giuliani sulla sua pgina di facebook scrive:
"Rn 2800-3100 sopra la soglia. Forte attività sismica territorio racchiuso tra Montereale, Borbona e Posta. Possibilità di eventi maggiori Ml: 3.0. E' chiaro che vanno adottate TUTTE le precauzioni da sempre indicate, in questi casi."

L'ultima missione dello Shuttle Discovery

Ieri lo space shuttle Discovery si è preparato al suo ultimo lancio prima della pensione, avviandosi verso il pad 39A del Kennedy Space Center alla velocità di 1,6 km/h per percorrere i 5,5 km che separano l'hangar dove era collocato dalla piattaforma di partenza. Grande l'emozione per i lavoratori addetti alle varie mansioni del trasferimento, ai quali la NASA ha permesso per quest'ultimo viaggio di portare con sé le proprie famiglie, con oltre 700 persone ad assistere alle operazioni che anticipano la fine di quella che possiamo considerare come la prima era spaziale.
Dopo quasi 30 anni di attività, il Discovery uscirà quindi per la 44esima volta e verrà utilizzato per portare materiali alla ISS, la Stazione Spaziale Internazionale, alla quale consegnerà tra l'altro anche un robot dalle fattezze umanoidi per fare da assistente all'equipaggio di stanza alla piattaforma orbitale, nonostante il suo carico principale sarà costituito dal PLM (Permanent Logistics Module) "Leonardo".  La sua missione però sarà solo la 39esima, dato che in effetti, a causa di problemi tecnici, è uscito più volte di quanti effettivamente siano stati i suoi viaggi.
Ma il Discovery non abbandonerà i viaggi spaziali da solo, la NASA infatti ritirerà assieme ad esso anche le sue navi gemelle, l'Atlantis e l'Endeavour.
Due sono i voli previsti prima della chiusura definitiva del programma space shuttle, uno a novembre, quello del Discovery, e l'altro a febbraio, che vedrà invece l'addio dell'Endeavour. Sebbene in genere i rollout non siano eventi molto pubblicizzati, in quanto facenti parte delle normali operazioni pre-lancio, questa volta la NASA vi ha dedicato qualche momento in più, proprio per dare il permesso alle migliaia di persone che hanno lavorato agli space shuttle durante gli ultimi 30 anni di salutare il frutto dei propri sforzi, in attesa dell'inizio di una nuova era spaziale, fatta di mezzi più moderni e di obiettivi più ambiziosi, primo tra tutti quello di portare finalmente l'uomo ad esplorare il suo primo pianeta extra-terrestre: Marte.


lunedì 18 ottobre 2010

Fenomeni meteo intensi

Ministero della difesa - Servizio meteorologico.

"AVVISO EMESSO ALLE ORE 12.00/UTC DEL 18/10/2010
FENOMENI INTENSI ENTRO LE PROSSIME 12/18 ORE:
-IN ATTO E PREVISTI TEMPORALI DIFFUSI ANCHE DI FORTE INTENSITA' SU
SICILIA, CALABRIA, PUGLIA, BASILICATA E CAMPANIA; I FENOMENI
POTRANNO ESSERE ACCOMPAGNATI DA FORTI RAFFICHE DI VENTO E LOCALI GRANDINATE."
http://www.meteoam.it/modules.php?name=avvisi

Gli oceani profondi sono pieni di vita

Persino a 7mila metri di profondita’, dove si pensava non esistessero specie animali complesse, si possono trovare pesci e crostacei. Lo ha svelato una spedizione guidata dall’universita’ di Aberdeen, che e’ riuscita a fotografare un gran numero di pesci lumaca e crostacei. I ricercatori hanno condotto l’esplorazione a largo delle coste del Peru’, scandagliando il fondo con dei robot sottomarini muniti di telecamere e macchine fotografiche. La ricerca e’ parte del programma Hadeep, in colaborazione con altre universita’, che sta cercando di stabilire fino a che profondita’ e’ possibile trovare specie viventi negli oceani del mondo: "Grazie alle nostre scoperte dovremo ripensare le teorie sulla popolazione degli oceani - spiega Alan Jamieson, uno degli autori - sia nelle spedizioni del 2008 e del 2009 in Giappone e Nuova Zelanda abbiamo trovato specie a queste profondita’, ma quelle scoperte questa volta sono completamente diverse. In questa fossa abbiamo trovato una specie unica di pesce lumaca e un’altra di crostacei mai vista prima, e la prima conclusione a cuis iamo arrivati e’ che ognuna di queste fosse contiene una propria popolazione specifica, che si e’ evoluta separatamente dalle altre". (ANSA)

domenica 17 ottobre 2010

La prima foto diretta di un pianeta extrasolare



Questa storica immagine è stata ottenuta mediante l’ottica adattiva del Gemini Observatory nell’infrarosso. Il puntino visibile in alto a sinistra è un pianeta orbitante attorno alla stella 1RSX J160929.1-210524 (l’immagine grande al centro). Questo pianeta ha una massa 8 volte maggiore di quella di Giove. La sua orbita attorno alla stella centrale è molto larga, infatti la sua distanza dalla stella è 300 volte quella che separa la Terra dal Sole.
Essendo un pianeta così grande ovviamente sarà gassoso e quindi non dovrebbe essere adatto allo sviluppo della vita (anche perché la sua temperatura superficiale è di circa 1500 °C). In ogni caso questa è davvero una immagine storica, perché si tratta del primo pianeta extrasolare fotografato direttamente. Gli altri pianeti extrasolari finora scoperti (sono ben 400) erano stati individuati mediante altri metodi, basati sulle influenze gravitazionali che i pianeti avevano sulle stelle attorno a cui orbitavano.

venerdì 15 ottobre 2010

Sciame sismico nel catanzarese

Il sindaco di Catanzaro, Rosario Olivo, ha convocato e presieduto una riunione del COC, il comitato operativo comunale della Protezione civile, per esaminare la situazione alla luce dei due eventi sismici registratisi nella mattinata tra Catanzaro e Sellia Marina. In precedenza, il sindaco aveva incontrato il Prefetto Di Rosa per un aggiornamento della situazione che, in ogni caso, sembra essere sotto controllo e tale da non creare allarmismi. Il primo cittadino ha voluto in ogni caso mantenere alta la guardia, convocando l’organismo che coordina le attivita’ di protezione civile. Nel corso della riunione, a cui ha partecipato anche il nuovo assessore alla protezione civile, Raffaele Salerno, e’ stato ribadito che il Comune di Catanzaro e’ dotato di un Piano di Protezione Civile, gia’ formalmente adottato dalla Giunta, che contiene al suo interno il Piano di Evacuazione. Si tratta di strumenti flessibili, in continuo aggiornamento, come ha spiegato il generale Giuseppe Antonio Salerno, capo della polizia municipale. Alla riunione hanno partecipato anche l’assessore alla pubblica istruzione Danilo Gatto (che ha confermato che non ci sono danni alle strutture scolastiche cittadine), l’assessore ai lavori pubblici Franco Curcio, la polizia municipale( oltre al comandante, il vicecomandante colonnello Amedeo cardamone, il maggiore Salvatore Tarantino), il segretario comunale dott. Teresa Mansi, il responsabile della sicurezza dott. Fiorentino Gallo, i tecnici comunali arch. Carolina Ritrovato, arch. Paola Giacinti, l’ing. Francesco Talarico. Per quanto riguarda l’attivita’ di prevenzione nelle scuole, e’ stato ricordato che il Comune, da mesi, ha elaborato e distribuito nelle scuole cittadine un opuscolo, redatto in collaborazione con la Protezione Civile nazionale, in cui e’ spigato cosa fare in caso di eventi sismici. C’e’ da dare notizia anche del sopralluogo che il neo assessore alla polizia municipale e sicurezza, dott. Salerno, ha compiuto stamani alla sede di via Daniele che ospitera’ sia il comando dei vigili urbani che la centrale operativa della protezione civile. L’impegno dell’assessore Salerno e del comandante della polizia municipale e’ arrivare in tempi stretti alla piena operativita’ della sede.
Il sottosegretario regionale alla Protezione civile, Franco Torchia, vuole rassicura la popolazione in merito ai movimenti tellurici rilevati nella giornata di ieri e di oggi nel Catanzarese. "Nessun danno - ha dichiarato Torchia tramite un comunicato dell’ufficio stampa della Giunta regionale - a persone e cose e’ stato accertato. Si tratta di scosse leggere che non raggiungono magnitudo 3. Fortunatamente la scossa piu’ forte di magnitudo 4.1, che si e’ registrata stamattina alle ore 7,21, ha avuto una profondita’ di 35.4 km e, quindi, non ha destato particolari preoccupazioni. La sala operativa della Protezione civile regionale - ha sottolineato il sottosegretario - e’ sempre stata in allerta ed in continuo contatto con la Prefettura di Catanzaro, con i Vigili del fuoco, i Carabinieri e i trentasette comuni interessati, anche se le scosse hanno riguardato in particolar modo Catanzaro, Sellia Marina, Simeri Crichi e Soveria Simeri". Infine il sottosegretario Torchia ha voluto ricordare a tutti i cittadini che chiedono previsioni "che le attivita’ telluriche non sono prevedibili e che, percio’, e’ bene evitare di intasare i numeri della sala operativa della Protezione civile regionale con questo tipo di richieste.In ogni caso - ha precisato Torchia - la sala operativa e’ raggiungibile 24 ore su 24 ai numeri verdi 800496496 e 800222211". AGI. (http://www.agi.it/)

Scossa di terremoto in Calabria di magnitudo 4.1

Un terremoto di magnitudo(Ml) 4.1 è avvenuto alle ore 07:21:19 italiane del giorno 15/Ott/2010 (05:21:19 15/Ott/2010 - UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Piana_di_S._Eufemia-Catanzaro.

(http://www.ingv.it/)
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Il distretto sismico della piana di Santa Eufemia-Catanzaro è stato oggetto di una serie di scosse di lieve entità nelle ultime ore tutte localizzate appunto in provincia di Catanzaro e a una profondità che va dai 28 ai 35 chilometri di profondità.
In particolare il terremoto di 4.1 di questa mattina è risultato il più profondo, con un ipocentro a 35.4 chilometri di profondità sotto la superficie e un epicentro proprio in prossimità di Catanzaro.
Pochi minuti dopo questo sisma, alle 7:47, una nuova scossa di 2.2 gradi di magnitudo è stata registrata sempre in provincia di Catanzaro, ma più in prossimità della città.

giovedì 14 ottobre 2010

Asteroide in avvicinamento il 22 Ottobre 2010

È stata da poco confermata la data del 22 ottobre 2010 come previsione per l'avvicinamento di TG19, asteroide classificato PHA, cioè Potenzial Hazardous Asteroid (Asteroide potenzialmente pericoloso).
Tale asteroide ha un diametro calcolato, in base ai rilievi effettuate dalla sonde, fra i 44 e i 97 metri.
Nell'impatto fra asteroidi e atmosfera terrestre non esistono rischi per diametri fino a 10 metri, in quanto la collisione con l'atmosfera determina lo sfaldamento del corpo celeste. Oltre i cento metri però una possibile collisione con il pianeta provocherebbe l'effetto di una bomba atomica, capace di radere al suolo una intera città. Oltre tale dimensione si parlerebbe di distruzione su scala regionale.
L'asteroide dovrebbe avvicinarsi al nostro pianeta ma rimanere in prossimità della luna, se pur le previsioni sono difficile da determinare con esattezza.
Infatti la nostra scienza non riesce a prevedere spesso la collisione con asteroidi, che vengono rilevati nella maggior parte dei casi solo qualche giorno prima dell'impatto.

La stazione meteo di Ardore su lineameteo

La stazione meteo di Ardore Marina, gestita da Bruno Monteleone (http://www.brunomonteleone.it/), è entrata a far parte della rete di rilevamento del sito LINEAMETEO (http://www.lineameteo.it/retemeteo.php).

Scossa di terremoto in Calabria

Un terremoto di magnitudo(Ml) 2.7 è avvenuto alle ore 16:18:28 italiane del giorno 14/Ott/2010 (14:18:28 14/Ott/2010 - UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Piana_di_S._Eufemia-Catanzaro.

(http://www.ingv.it/)

Scossa di terremoto in Calabria

Un terremoto di magnitudo(Ml) 2 è avvenuto alle ore 03:51:05 italiane del giorno 14/Ott/2010 (01:51:05 14/Ott/2010 - UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Costa_calabra_occidentale.

(http://www.ingv.it/)

Forti temporali in Calabria

Mercoledì 13 ottobre 2010.
Forti temporali hanno colpito la Locride e il basso reggino jonico. La quantità di pioggia caduta ad Ardore, rilevata dalla stazione meteo di Ardore Marina a cura di Bruno Monteleone (http://www.brunomonteleone.it/ ), è stata di 54 mm.